La galleria monogramma Arte Contemporanea parteciperà alla prossima edizione della Affordable Art Fair New York, presso lo Starrett Leight Building, che si svolgerà dal 18 al 22 Marzo 2026, Stand A 4.
Presentando un gruppo di artisti: Amorese, Azzini, Boccaccini, Ciriello, C3R, Gentile, Mecucci, Menichelli, Minella e Tortolini.
Giuseppe Amorese (Cerignola, 1 luglio 1984) vive e lavora a Rome. Artista eclettico con oltre trent’anni di percorso creativo, espone le sue opere fin dall’età di dieci anni.
Principalmente pittore e scultore, Amorese sviluppa una ricerca multidisciplinare che abbraccia diversi linguaggi artistici. Accanto alla produzione visiva, è anche musicista, scrittore, regista di cortometraggi e creatore di gioielli e profumi. La sua pratica artistica si caratterizza per un approccio libero e sperimentale, in cui differenti forme espressive dialogano tra loro dando vita a un universo creativo personale e riconoscibile.
Bruno Azzini. Nato in provincia di Brescia Province, Bruno Azzini dipinge fin da giovane. La sua produzione artistica si colloca nell’ambito della Pop Art e riflette un approccio sperimentale ai materiali. Proveniente dal mondo della moda, ha viaggiato a lungo in diversi paesi, rimanendo particolarmente affascinato dalla cultura dell’India. Nelle sue opere il materiale viene piegato, teso, incollato e lavorato per creare superfici dinamiche, successivamente colorate con acrilici che danno vita a composizioni vibranti e materiche.
Angelo Boccaccini. Arrivato a Rome nel marzo del 1954, Angelo Boccaccini considera questo momento come il primo evento significativo della sua vita. La fotografia lo accompagna fin dall’infanzia, diventando nel tempo il suo principale strumento di osservazione del mondo. Nel corso della sua carriera ha attraversato due epoche fondamentali della fotografia, quella analogica e quella digitale. Come ama affermare: la sua mente è digitale ma il suo cuore resta analogico. Per l’artista l’immagine nasce e svanisce in un istante: un attimo dopo esiste una fotografia, e quella fotografia diventa memoria e storia.
Paola Ciriello. Nata a Ginosa, nel Sud Italia, vive oggi tra le colline di Reggio Emilia. Autodidatta, ha sviluppato una ricerca pittorica incentrata sull’astrazione e sulla forza espressiva del colore. Gli acrilici rappresentano il suo linguaggio principale: pigmenti, contrasti e gesti istintivi generano composizioni in cui le tonalità si muovono e si fondono in un equilibrio tra luce e ombra. Le sue opere nascono da un dialogo interiore e si trasformano in narrazioni visive fatte di emozioni e ritmo, una danza silenziosa che prende forma sulla tela.
C3R. Artista romana che vive e lavora nel quartiere Flaminio di Rome, dipinge fin dall’età di undici anni. Durante i primi studi di pittura, la sua insegnante Suor Candida riconosce in lei una naturale sensibilità per il colore. Dopo un percorso professionale ricco di esperienze, nel 2011 riprende con determinazione la pratica artistica firmando le opere con la sigla C3R. La sua ricerca unisce pittura e parola: molte opere sono accompagnate da testi e pensieri poetici che ampliano il significato visivo. Come afferma l’artista: «L’arte è colore, il colore è vita, la vita è arte».
Mariella Gentile. Nei dipinti di Mariella Gentile la pittura diventa un linguaggio silenzioso attraverso cui riflettere sugli elementi essenziali della vita, in particolare sull’acqua come fonte primaria. Il suo lavoro sviluppa un percorso visivo che unisce dimensione emotiva e riflessione ambientale. L’elemento liquido diventa simbolo di immersione nell’interiorità e di connessione tra uomo e natura. Le figure mitologiche presenti nelle opere assumono un valore alchemico e simbolico, mentre l’uso di materiali come foglia d’oro e resina crea superfici luminose e stratificate che evocano il dialogo tra esperienza umana e ambiente naturale.
Stefania Mecucci. Nata nel 1968 a Viterbo, vive e lavora a Rome. La sua pratica artistica spazia tra scultura, pittura e installazione e si fonda su una solida formazione in scultura e architettura. Le sue opere esplorano dimensioni immaginarie e territori interiori. Nella serie Travel Sketches (2025) presenta figure che emergono come presenze silenziose, costruite attraverso segni, contorni e stratificazioni materiche di smalto che fuoriescono dalla superficie pittorica, creando una forte tensione tra disegno, materia e spazio.
Luigi Menichelli. Nato a Latina, vive e lavora a Rome. Nel corso della sua carriera ha partecipato a numerose mostre e rassegne dedicate alla pittura contemporanea. Tra le esperienze significative si ricordano la partecipazione alla mostra Ottetto per Pittura e Scultura a Roseto degli Abruzzi, curata da Lorenzo Mango, e la rassegna Continuità del pluralismo a Viterbo, ospitata a Palazzo degli Alessandri. La sua ricerca si inserisce nel panorama del pluralismo pittorico contemporaneo.
Giacomo Minella. Nato a Rome, sviluppa fin da giovane un forte interesse per il disegno e le arti visive. Dopo gli studi in Scienze dei Beni Culturali presso l’University of Tuscia di Viterbo, frequenta un corso di restauro presso la Scuola Nicola Zabaglia di Roma. Decide quindi di dedicarsi completamente alla pratica artistica. Nel corso della sua attività ha partecipato a concorsi nazionali e internazionali, esponendo in diverse mostre collettive e personali. La sua pittura si basa su un principio di compressione spaziale: gli elementi dell’immagine vengono sintetizzati e concentrati verso il centro della tela, creando composizioni dense e narrative.
Mery Tortolini. Prospettive Inconsce è la nuova serie di opere realizzate con la tecnica dell’incisione a mano libera su carta tradizionale italiana. Ogni lavoro è unico e nasce da una ricerca che unisce immagine e scrittura. Le opere evocano una linea di sguardo rivolta al tempo più che allo spazio, capace di risvegliare memorie interiori. La critica ha sottolineato come il suo lavoro resti fedele alla dimensione dell’immaginazione e dell’inconscio, creando superfici stratificate che suggeriscono spazi nascosti rivelati dal gesto dell’artista. Le sue immagini invitano lo spettatore a un’esperienza intima e contemplativa.
Gianluca Morabito

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