Stefania Mecucci

Opere

Biografia

Stefania Mecucci (1968, Viterbo) è un’artista che vive e lavora a Roma. La sua pratica si sviluppa tra scultura, pittura e installazione, intrecciando un approccio sensibile con una solida conoscenza tecnica. La doppia formazione in scultura e architettura alimenta una riflessione sullo spazio, inteso sia come luogo fisico e abitabile sia come dimensione interiore ed emotiva.

Il fulcro della sua ricerca è il limine tra umanità e spiritualità. Mecucci crea “spazi abitabili” concepiti come ambienti, reali o immaginari, in cui l’individuo possa ritrovare sé stesso. Il suo lavoro esplora la soglia e l’intermezzo; quelle zone di passaggio che sfuggono alla comprensione razionale e si manifestano come percezioni fragili e intuitive dell’altrove. Per l’artista, il liminale è uno stato fluido e generativo, in cui convivono visibile e invisibile.

Il suo interesse per ‘altri mondi’ non si limita alla dimensione mistica, ma si estende a realtà non ancora pienamente esplorate, come le profondità oceaniche o creature fluide. Essi diventano luoghi di rivelazione e possibilità. In Guardiani del Mare, 2025, Mecucci realizza una serie di sculture in metallo che, posizionate come sentinelle silenziose, vigilano su un ecosistema marino in continua trasformazione. Attraverso materiali e forme essenziali, l’opera lancia un messaggio urgente: sentire, proteggere e rispettare il mare. La loro collocazione ai margini, come proiezioni d’acqua sulla terra, segna il confine tra il mondo umano e quello naturale. In questo contrasto tra la solidità del metallo e la fluidità dell’acqua si manifesta una tensione centrale nella nostra epoca tra permanenza e trasformazione.

In linea con la sua attenzione per l’effimero, Mecucci sperimenta con materiali che
esprimono la relazione tra presenza e assenza. Si tratta di resina trasparente, foglia oro, crinolina, ma anche materiali legati alla creazione demiurgica come la terracotta o il legno.

Con Homonili, 2024, l’artista tenta di riprodurre, e al contempo oltrepassare, la forma umana attraverso figure metamorfiche. La serie è composta da creature in miniatura che, nate da un sogno dell’artista, si trovano a oscillare nell’aria appese a sottili fili che le mantengono in bilico tra caduta e atterraggio. Queste presenze fluttuanti incarnano una condizione esistenziale incerta, restituendo visivamente dubbi, fragilità, caducità dell’esperienza umana. Gli Homonili sono pertanto allegoria di una umanità in cerca di direzione, animata dalla speranza di approdare in un porto sicuro.

Tra le mostre personali e collettive si ricordano Homonili presso Galleria Monogramma, Roma, 2024; I ragazzi di via Margutta, AT-ItalianTouch Gallery, Pesaro, 2024. Le sue opere sono inoltre state presentate in contesti internazionali, tra cui la 14th London Contemporary presso Elements Contemporary Art Space, Londra, 2025; Palma 2.0, Casa del Arte, Palma de Mallorca, 2024; la 20th Venice International Art Fair, Palazzo Albrizzi-Capello, Venezia, 2024.