Ivan Federico Bossuyt “L’incosciente de L’èclair”

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La cittadina di Cadaquès, in Catalogna, sprigiona una energia vitale, tale da far nascere in Ivan Federico Bossuyt la voglia di fare arte. Il vulcanico Salvator Dalì, padrino del giovane artista spagnolo, ha amato molto la città di Cadaquès, insieme ad altri artisti e scrittori quali Federico Garcia Lorca e Pablo Picasso.

 L’esposizione di Bossuyt, prevede12 opere su tela, tecniche miste con interventi di collage. Opere per la maggior parte create a Roma poco prima della mostra, nate da una carica di energia che lo stesso Bossuyt esprime nelle sue tele, una forza nata in Catalogna, ma sviluppata anche in giro per il mondo, tra Bruxelles, Parigi, Saint-Barthèlemy (Caraibi), il Messico, Los Angeles ed altre città in cui Ivan Federico Bossuyt ha vissuto.

La mostra, curata dal critico d’arte Gabriele Simongini, verrà inaugurata venerdì 14 luglio presso monogramma arte contemporanea e resterà aperta fino al 26 luglio 2017.

Il critico Simongini

Lo stesso Simongini scrive: ” Bossuyt, nell’osmosi spaesante fra consapevolezza ed inconsapevolezza, fa affiorare sulla superficie del quadro l’emersione quasi impudica e diretta della propria soggettività, senza freni inibitori. Una soggettività sismica, elettrizzata, che sembra anche agitata inconsciamente da quella sorta di vento tumultuoso e spiazzante che in questo caotico inizio di terzo millennio sta trasformando la nostra stessa idea di vita, di identità, di storia e di memoria, sotto il segno di un ossessivo presentismo. Ne viene fuori lo spazio labirintico delle opere di Bossuyt dove non è possibile ordinare le gerarchie della ragione e del sentire, del percepire e dell’immaginare, in immagini sostanziate dalla frenesia di una simultaneità contraddittoria, in una riunione di categorie eterogenee che si trasformano in un trionfo dell’espressione soggettiva e istantanea“.

Ciò spiega la natura ibrida e proteiforme delle opere ora esposte da monogramma arte contemporanea e sempre marcate da un fortissimo, quasi parossistico, accento vitalistico, che mette le sue radici nella scrittura automatica surrealista, nell’action painting americana rivissuta con gli occhi di Mirò, nell’inquieto informale di Tàpies, nella positiva ed irruente aggressività del gruppo Cobra, nel graffitismo visionario di Jean-Michel Basquiat”.

Vernissage:

 

 

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